È un’emozione grandissima vedere svegliarsi Angkor Wat con le prime luci dell’alba.

Sono arrivata col buio fitto (circa alle 5.30 del mattino) e ho camminato in mezzo a tanta gente, senza riuscire a capire nemmeno quanta fosse.
Tutti in cerca di intravedere la bellezza intorno, spiando attraverso la luce fioca dei cellulari, torce o qualunque cosa permettesse di sbirciare intorno.

Dall’ingresso dove mi ha lasciata la guida del tuk tuk che mi ha accompagnata, ho camminato come se fossi bendata, in avanti seguendo altri visitatori.

L’entusiasmo e la curiosità mi hanno spinta ad andare avanti nonostante il buio e l’incertezza di dove stessi andando.
Come quando hai la benda sugli occhi, devi fidarti e seguire l’istinto, cercando di trovare il punto che senti essere quello giusto per immortalare il risveglio del colosso alle prime luci del mattino.

Ed è questo ciò che ho fatto.

angkor wat sunrise morning
Angkor Wat all’alba

Poco a poco il sole ha iniziato a sorgere ed è stato come se qualcuno mi togliesse delicatamente la benda dagli occhi.

La luce a mano a mano ha iniziato ad aumentare così come la mia emozione davanti questo posto magico: qualcosa che bisogna provare almeno una volta nella vita.
Finalmente i templi eleganti e maestosi davanti a me specchiarsi nell’acqua nel silenzio dei primi sbadigli dell’alba.

Proprio nel punto che avevo immaginato di immortalarli!

Infatti solo con la luce del mattino mi sono resa conto di aver scelto il posto ideale per rubare i primi scatti, l’angolazione che avevo immaginato ancora prima di partire.

Come ho fatto?
Adesso vi do delle semplici indicazioni da seguire anche al buio!

All’inizio ho seguito la folla (che però si fermava in vari punti creando confusione) oltrepassando l’ingresso, ho camminato dritto dall’entrata principale aiutandomi con una torcia (che vi consiglio di portare con voi), poi ho svoltato a destra scendendo dei gradini e andando avanti per pochi metri fino a intravedere l’acqua sulla mia sinistra. L’acqua è l’indizio che siete nel posto giusto!

Quello é l’unico punto in cui si possono vedere i templi principali più da vicino
(anche se mi aspettavo di trovarmeli proprio davanti invece si innalzano da dietro la seconda porta d’ingresso del complesso archeologico) attraverso una prospettiva complessiva e frontale, meravigliosamente riflessa nell’acqua.

I colori e le ombre dell’ambiente cambiano così velocemente quanto l’innalzarsi del sole regalando scatti magici nei ricordi, ancora prima che con la reflex.

Angkor Wat dalla prospettiva migliore
Angkor Wat dalla prospettiva migliore

Istruzioni per l’uso

Biglietto e ingressi

La biglietteria si trova fuori il sito archeologico, circa un km prima sulla destra.
E’ importante ricordarlo se arrivate col buio e autonomamente, ad esempio in bici; in questo ultimo caso, vi consiglio di seguire i tantissimi tuk tuk davanti di voi e di prestare attenzione al punto dove fermarvi.
Se, invece, andate con il tuk tuk si fermerà esso stesso in quel punto e vi aspetterà mentre fate la fila per acquistare il biglietto.

Il biglietto giornaliero è di 20$ e permette vari ingressi nell’arco delle 24h.
Il biglietto (nominativi con foto segnaletica che vi verrà scattata alla biglietteria) permette diversi ingressi nei siti a tutte le ore del giorno.

Come arrivare?

Prima di arrivare a Siem Reap pensavo di fare il giro di tutti i siti in bici.
Alla fine ho optato per il tuk tuk che vi consiglio sia in termini di comodità e difficoltà a trovare la strada col buio prima dell’alba, che in termini di tempo e fatica negli spostamenti da un sito all’altro.
Assolutamente tuk tuk se avete una sola giornata a disposizione per vedere tutto.

Potete scegliere, invece, la bici se dedicate più giorni alla visita e volete tenervi in allenamento!

55
Tuk tuk tour dei templi

Per darvi un’idea: la distanza dalla città alla biglietteria e primo sito archeologico di Angkor Wat é di circa 12 km, percorribili in 15/20 min con il tuk tuk.
Infine, vi consiglio di indossare una felpa,a quell’ora del mattino fa freddino e il vento non aiuta a riscaldarsi!

Quanto tempo dedicare a Siem Reap?

Io ti consiglio di dedicare un giorno pieno per la visita dell’intero complesso archeologico.
Andando all’alba e rientrando dopo il tramonto, ho potuto godere di ogni posto prendendomi tempo per osservare i dettagli, che ad Angkor Wat sono a dir poco magnifici!

Ovviamente è meraviglioso vedere Angkor Wat alle prime luci del mattino anche se tenetevi pronti a stupirvi per la quantità di gente presente nel posto a quell’ora del giorno.

Amo prendere confidenza con i luoghi in modo intimo, specialmente quelli spirituali.
Ero consapevole che essendo il secondo sito più visitato al mondo avrei dovuto convivere l’esperienza con molta gente, ma la realtà è andata ben oltre quello che potessi immaginare.

Nonostante i numerosi turisti e venditori ambulanti, non potete perdervi l’alba a Angkor Wat.

Pertanto vi consiglio, subito dopo il risveglio e le luci dell’alba, di proseguire verso un altro tempio per poi ritornare nel pomeriggio e visitare il complesso più a fondo, con più calma e meno gente.

Se prendete un tuk tuk con guida, questo tenderà a farvi fare il classico giro turistico, nel loro ordine pre stabilito. Io ti consiglio di richiedere espressamente l’ordine in cui vuoi vedere i templi e, anzi, cerca di fare un giro completamente diverso da quello che ti propone la guida.

Subito dopo Angkor Wat ho chiesto di accompagnarmi al Ta Prohm e non me ne sono affatto pentita!
Per niente affollato, sono riuscita a godermi questo tempio in tutta tranquillità.
Ti consiglio di fare lo stesso!

Itinerario consigliato

Per avere un’idea più precisa di come gestire il tempo per visitare Siem Reap, ti propongo il mio itinerario che mi ha permesso di vedere tutto e di goderlo con calma senza perdite di tempo.

Prima cosa da fare é avere chiara la mappa di tutti i templi, la loro dimensione e importanza.

I templi dell’intero complesso archeologico di Siem Reap sono:

  • Angkor Wat
  • Bayon
  • Angkor Thom
  • Ta Prohm
  • Preah Khan
  • Sra Neak Poan
  • Sra Srang

Anche se il complesso archeologico comprende 7 siti e diversi luoghi limitrofi da visitare, è ai primi 5 che a mio parere bisogna assolutamente dedicare tempo e attenzione.

Con al podio Angkor Wat, i primi 5 sono quelli che esprimono la spiritualità, storia, natura, architettura, solennità e bellezza del territorio e anima cambogiana.

Il tempio dei templi é lui: Angkor Wat. 

Qui la mia attenzione é stata rapita continuamente dai minuziosi dettagli scolpiti nella pietra da chissà quante mani precise e meticolose.
I particolari, le forme, le luci e i giochi di ombre artistiche sono il punto forte di questo sito: un percorso spirituale e storico a cielo aperto.
Ma Angkor Wat è solo una parte dei tanti siti archeologici di Siem Reap.

Templi di Angkor Wat
Templi di Angkor Wat
Dettaglio Angkor Wat
Dettaglio Angkor Wat

Ta Prohm é l’apoteosi della forza della natura e del connubio uomo­-natura:
l’uomo e le sue opere perfettamente amalgamate con la natura che dirompe con la sua potenza ma che allo stesso tempo sa essere rispettosa e precisa.

Gli alberi, quelli sì che mi hanno tolto il fiato!
Le loro massicce radici che si intrecciano e insediano i templi in modo talmente rispettoso e accurato da sembrare che li sostengano e che siano nati insieme.

Ta Prohm è un sito davvero suggestivo e pittoresco, invaso dalla natura in modo così spettacolare da inspirare miti e leggende ed essere lo scenario di Indiana Jones e Tomb Raider.
Per questo motivo è anche conosciuto come il tempio di Tomb Raider!

40
Ta Prohm

Angkor Thom (che in lingua khmer significa semplicemente Grande Città) lo si visita di passaggio, attraversando la porta storica dell’Impero Khmer anticamente sigillata da battenti di legno, oggi spalancata.
Varcando la porta a bordo del tuk tuk ho attraversato una sorta di ponte costeggiato da un susseguirsi di statue del Buddha che si affacciano sul fiume.

Qui è facile incontrare elefanti da trasporto che girano accompagnando i turisti.
É possibile fermare coloro che li guidano, contrattare il prezzo e farsi accompagnare a fare una passeggiata insieme a questi splendidi animali che, personalmente, preferisco non sfruttare per fini turistici.

La porta di Angkor Thom segna l’ingresso a quella che era considerata la Grande Cittá, al centro della quale si trova il tempio-montagna di Bayon.

Il tempio di Bayon detto anche “Tempio delle facce” é un altro posto che mi ha affascinato e nel quale mi sono soffermata più attentamente.
Girando qui è impossibile non sentirsi osservati dalle 54 torri, su ognuna delle quali sono scolpite 4 facce, una su ogni lato.
É stato quasi un gioco quello di guardare ogni singola faccia per rendermi conto che ognuna é diversa dalle altre ma sempre sorridente: i tanti e diversi sorrisi del Buddha.

Se Angkor Wat é considerato il sito più maestoso, Bayon é sicuramente quello più artistico.

È anche vero che é faticoso visitarlo per via dell’architettura e della moltitudine di turisti, specie nelle ore di caldo.
Data anche la ripetivitá dei motivi simmetrici raffigurati, ho deciso di visitarne una parte, quella iniziale.
Ho girato nel senso opposto a quello dei turisti, evitando i giapponesi che fotografano tutto, anche me che fotografavo!
Andando “controcorrente” mi sono lasciata ammaliare dai sorrisi dei Buddha che sembrano accoglierti in casa loro e allo stesso tempo quasi deriderti.

48
Il tempio di Bayon

Preah Khan, infine, è il tempio meno visitato e, per questo, il posto ideale per girare indisturbati tra le porte, i viali di pietra scalfita e conservata bene dal tempo.

Qui sono salita in cima al tempio per avere una visuale complessiva anche delle rovine;  bisogna arrampicarsi un po’ per farlo.
Per me é stato più semplice salire che scendere dalle ripide scalinate del tempio, ma è assolutamente fattibile.
La sensazione che si ha in questo luogo è diversa dagli altri templi e credo che dipenda anche dal poter girare in lungo e in largo quasi in assoluto silenzio, nell’illusione di essere lì da soli con l’antichità.

10
Preah Khan

La Cambogia mi ha davvero rapito il cuore, tra bellezze che resistono al tempo ed esperienze indimenticabili.

Una di queste che porterò per sempre dentro é stata lo scambio fugace con i mistici monaci buddisti che sono soliti girare per i templi a pregare o ritirarsi in posti meno battuti a meditare.

I monaci buddisti sono quasi un mondo a parte, al quale affacciarti con delicatezza e rispetto.
Non possono parlare né avere contatti fisici con le donne, non è possibile guardarli dritto negli occhi eppure, con tanta delicatezza, sul ciglio del lago davanti Angkor Wat hanno accennato col capo un sì alla mia richiesta di un momento di condivisione con loro.

17
Monaci buddisti a Angkor Wat

Un’emozione grandissima.
É vero che non si possono sfiorare eppure a me hanno toccato il cuore con la loro piena leggerezza.