Ayutthaya non dista molto da Bangkok ed é sicuramente una splendida (e abbordabile) escursione giornaliera da fare se ci si trova nella capitale.

Come sono arrivata ad Ayutthaya?

Spesso nelle mie ricerche pre partenza mi innamoro di immagini di luoghi e dettagli che mi portano poi a scegliere alcune tappe dei miei viaggi e per Ayutthaya è stato così!

Mi sono innamorata di questo volto del Buddha scolpito minuziosamente tra le radici di un albero.

Ayutthaya Buddha Tree
Wat Phra Mahthat, Ayutthaya

Con mio grande stupore, la Lonely Planet che avevo comprato riguardante il nord della Tailandia non ne parlava completamente ma grazie a qualche ricerca online e sui social sono riuscita a trovare maggiori informazioni.

Ho trovato difficile reperire modalità e informazioni esaustive per raggiungere il luogo con mezzi pubblici, più facile è imbattersi in tour giornalieri organizzati con partenza da Bangkok a prezzi intorno ai 50$ a persona.

Ma, come ogni cosa, con le numerose e giuste ricerche è possibile fare diversamente in modalità “fai da te” e qui di seguito trovi le informazioni dettagliate che mi hanno portato ad Ayutthaya in minivan da Bangkok ad un costo totale di più o meno €4.40 a persona (ritorno e taxi incluso)!

Istruzioni per l’uso

Il punto esatto dove si prendono i tipici minivan da 12 posti è alla rotatoria di Victory Monument.

Per raggiungerla ho preso un taxi dal mio alloggio fino alla grande rotatoria con al centro un’immagine enorme del re, al costo di circa 80 baht per la mia tratta (€2).

Un’altra opzione un pò più economica per raggiungere Victory Monument è prendere il BTS Skytrain (rete ferroviaria elevata) ad un costo tra 15/52 baht a seconda della fermata di partenza.

Attenzione: la fermata del BTS Skytrain lascia su Phayathai Road.
Appena scendi le scale dovresti girarti e camminare forse un 100 metri fino alla rotatoria.

Se non trovi la strada ti basterà chiedere a uno dei tanti piccoli uffici di minivan che saprà indirizzarti correttamente. Ti diranno soltanto “più avanti, più avanti” fin quando arrivi alla piazza con la rotatoria.

Qui ci sarà un mercatino con vari negozi, attraversalo e raggiungi il lato nord est del marciapiede dove troverai il minivan per Ayutthaya!

Bangkok Ayutthaya minivan
Minivan da Bangkok Victory Monument ad Ayutthaya

Il biglietto del minivan è di 60 baht a tratta e un’ora é il tempo che impiega per arrivare a destinazione.

I minivan sono nuovi e puliti, ben organizzati e ospitano circa 10/15 persone. Partono ogni 20/30 min o subito dopo aver raggiunto il numero di passeggeri.

Arrivati ad Ayutthaya ci sono diversi tassisti di tuk-tuk pronti ad istruirti sulle varie zone archeologiche e di attrazione del luogo e ad accompagnarti nei siti a costi diversi a seconda del giro che si sceglie.

Anche qui contrattare è la parola d’ordine!

Io ho preferito girare in tuk tuk per questione di tempo a disposizione ma è possibile affittare uno scooter oppure delle bici.

Quindi scelgo come primo Wat Mahata, dove all’interno si trova anche il famoso dettaglio del volto del Buddha.

Qui è possibile fare esperienza di una faccia diversa della Tailandia, è un posto più calmo e spirituale e anche diverso esteticamente.
L’architettura di questi templi non ricorda quelli variopinti ed eleganti di Bangkok bensì quelli cambogiani.

Tornando dalla stupefacente Cambogia, purtroppo, non sono rimasta stupefatta dall’architettura ma piuttosto colpita dai dettagli – che io adoro – che vale sicuramente la pena visitare.

ayutthaya-wat-mahathat
Wat Phra Mahthat, Ayutthaya

Uno dei sogni che ho portato sempre nel cuore è quello di poter vedere gli elefanti in un posto dove non vengono maltrattati o usati e in cui non avrei dovuto pagare per “un giro di giostra“.
Sapevo di un santuario che accudiva gli elefanti proprio li ad Ayutthaya e, dopo la visita ai vari templi, mi sono fatta accompagnare proprio li!

Credo che l’umanità di un uomo non può essere misurata in parole né in azioni rivolte solo verso i propri simili, ma nella sensibilità e cura nei confronti di ogni essere vivente, degno di essere chiamato tale e essenziale per l’equilibrio vitale e spirituale dell’uomo e del nostro pianeta.

Questa è la mia riflessione che mi spinge ad amare gli animali e a cercare di proteggerli nel mio piccolo e, quindi, a scegliere di incontrarli soltanto in posti dove sono rispettati il più possibile.

Ed è così che sono arrivata al Royal Elephant Kraal di Ayutthaya dove, a differenza degli altri siti in cui vengono trattati da fenomeni da baraccone, in questo posto vengono lavati, sfamati e tenuti in modo migliore (da qui il nome di santuario dove puoi liberamente fare delle offerte per il loro accudimento).

Dopo aver dato loro da mangiare e avere giocato, con tanto entusiasmo, ho visto ahimè che anche in questi posti protetti alcuni elefanti vengono tenuti legati per evitare che scappino in posti abitati.
Capisco, a malincuore.

Dare da mangiare dalle tue mani ad un elefante, scoprire che con la proboscide ti segue in cerca di altro cibo e ti corre dietro se ti allontani, camminare accanto ad un cucciolo che ti scruta è a dir poco meraviglioso.
Non nascondo di aver provato timore, ma mi ha regalato una forte emozione che sicuramente non dimenticherò.

Non è di certo un’esperienza da tutti i giorni incontrare Dumbo!!!

Ayutthaya Elephant Kraal