Attraversare tre nazioni – Tailandia, Vietnam, Cambogia- di questa parte di Asia, una dopo l’altra, ti permette più facilmente di sperimentare similitudini e differenze dei diversi territori.

Differenze non solo paesaggistiche ed esperenziali ma anche estetiche, caratteriali e di modo di vivere e di porsi tra loro e nei confronti dello straniero di questi tre popoli.

Basta conversare con un locale di Bangkok e dire che andrai a breve a visitare il Vietnam per sentirti dire “Same same… but different!”.

È così naturale e automatico per loro definirsi cosi “uguali uguali ma diversi”, che é diventato anche un simpatico slogan che trovi anche sulle magliette ai mercati in giro per la città!

Un tailandese per strada racconta di essere same same ad un vietnamita ma anche diverso, ma si limita a non approfondirne più di tanto il perché!

Basta viaggiare per la Tailandia, Cambogia e Vietnam per capirlo e sperimentarlo da sè!

L’Asia è Asia per noi occidentali e il sud est asiatico, nel nostro immaginario collettivo, è tutto uguale così un pò probabilmente come si sentono questi popoli che vivono così vicini tale da farci fare fatica a distinguerli anche visivamente.

Eppure queste tre nazioni e popoli sono molto differenti per storia, che inevitabilmente ancora oggi li rende molto diversi nel vivere e nel porsi nei confronti del mondo esterno; per economia; per apertura nei confronti di ciò che è diverso; per sviluppo nell’edilizia e già, anche per i tratti somatici che impari mano mano a distinguere e differenziare, forse perché impari ad associarli alle loro diverse culture!

Per mia indole e, probabilmente deformazione professionale poi, guardo molto le persone negli occhi e mi piace osservare il loro modo di muoversi nel mondo.

Grazie a questo ho notato tante cose.

tailandesi, ad esempio, hanno tratti più marcati ma meno decisi dei vietnamiti il cui taglio degli occhi è più netto e rimanda ahimè alle chiare immagini dei soldati della guerra del Viet Cong.

La guerra ha segnato fortemente questo popolo e territorio e, oltre alla devastante distruzione, credo che paradossalmente questa abbia permesso ai vietnamiti e alla loro terra di reinventarsi ed evolversi più velocemente delle nazioni limitrofe.

L’edilizia, l’economia, i servizi e l’apertura al diverso accomuna molto di più i vietnamiti ai cambogiani. Quest’ultimi, in questi decenni, hanno vissuto il boom del turismo classificandosi con il sito archeologico di Angkor Wat al secondo posto tra i siti più visitati al mondo.

In Cambogia l’economia è in forte sviluppo e io l’ho toccato con mano anche da viaggiatore: basta pensare che utilizzano la doppia moneta ovvero il riel e il dollaro, in maniera intercambiabile.

I cambogiani mi sono sembrati più solari e aperti dei vicini tailandesi o dei vietnamiti e, a mio avviso, anche più belli forse perché sorridono sempre anche se non hanno alcun interesse!

Quello che, invece, accomuna questi tre popoli è l’adeguamento ai moderni servizi e al turismo in maniera spaventosamente rapida, molto più immediata di noi lontani occidentali!

È stato sconvolgente per me, frenetica occidentale, rendermi conto che per loro il lavoro è una semplice forma di sostentamento che viene dopo il rispetto della vita e anche del riposo quotidiano.

Per loro é normale, ma io mi sono stupita a vederli adagiati in amache, presenti in posti anche improbabili, a tutte le ore del giorno anche quando in orari per noi lavorativi.

Anche il loro rapporto con il cibo ha catturato la mia attenzione: un’alimentazione non tanto per piacere ma più per necessità.
Consumano il cibo quasi sempre in compagnia, in modo spartano, a terra su tessuti rimediati e scalzi (per i tailandesi), su piccole e basse sedioline (per vietnamiti e cambogiani).

… potrei continuare a lungo a condividere altre mie riflessioni su questi affascinanti popoli, ma vi invito a sperimentarle da voi!

Diversi o no, simili o uguali, una cosa è certa:
questa parte di Asia e queste popolazioni mi hanno regalato davvero tanto, messo in discussione alcune certezze e anche, perché no, cambiato un pò.

 

« Muovendomi fra l’Asia e l’Europa in treno, in nave, in macchina, a volte anche a piedi, il ritmo delle mie giornate è completamente cambiato, le distanze hanno ripreso il loro valore e ho ritrovato nel viaggiare il vecchio gusto di scoperta e di avventura. »
─ Tiziano Terzani, Un indovino mi disse.