La Toscana è un luogo ricco di storia, paesaggi che sembrano dipinti, borghi medievali e meravigliose città d’arte.

E’ anche il posto ideale per gustare ottima carne e salumi accompagnati da buon vino locale.

1
Negozio di formaggi e salumi a San Gimignano

La mia prima volta in Toscana è stata durante gli anni dell’università quando ogni momento libero era una buona scusa per andare in giro a scoprire le bellezze italiane.

Dopo Firenze e Pisa, Siena è un’altra famosa città toscana molto amata dai turisti, una cittadina che merita una visita per la sua storia e bellezza.

Ti consiglio di arrivare a Siena in macchina per godere della bellezza delle colline senesi: colorate di verde e giallo acceso, eleganti e rigogliose da ricordare antichi dipinti dell’arte fiorentina.

Colline senesi
Colline senesi

Sono arrivata a Siena in macchina da Pisa (130 km) nel weekend di Pasqua per cui, oltre a meravigliarmi per le bellezze del luogo mi ha stupito il flusso di turisti -italiani e stranieri – presenti nella città.

Se vuoi goderti la città con calma e ne hai la possibilità, ti consiglio di visitarla in periodi non festivi.

Durante le feste, per evitare di restare deluso proprio come è capitato a me con la Torre del Mangia in Piazza del Campo, ti consiglio di visitare le attrazioni della città al mattino presto o rischi di non trovare più biglietti.

Siena è costruita su tre colli sui quali si erige la città, alla quale si accede attraverso le porte presenti nelle mura che delimitano il centro storico.

Per arrivare nel cuore storico si deve lasciare l’auto nei parcheggi presenti nella parte inferiore della città (€1.60 l’ora). Per chi resta più giorni in città conviene – per modo di dire acquistare il biglietto giornaliero al costo di € 25,60.
Attraverso le scale mobili e una piacevole passeggiata, si arriva nel cuore di Siena.

Le sue mura di cinta di origine medioevale, le sue piazze ampie, le torri, i palazzi arroccati, ne fanno una bellezza senza tempo.

Quello che salta subito all’occhio di questa città é il suo colore predominante: il marrone in una gradazione usata molto in pittura,  che prende il nome di “terra di Siena bruciata”.

Il cuore della città è Piazza del Campo, famosa anche perché due volte all’anno, esattamente il 2 luglio e il 16 agosto, si svolge il Palio delle Contrade. Si tratta di una corsa di cavalli unica al mondo che vede confrontarsi le diciassette storiche contrade (distretti) che compongono la città toscana.

Questa piazza ha una forma molto particolare che mi ha stupita, una forma a conchiglia che segue l’andamento del terreno diventando concava nella parte centrale. Sembra quasi un contenitore che raccoglie e avvolge le persone al suo interno.

E’ bello unirsi alle persone che riempiono la piazza, sedendosi a terra, sdraiandosi e rubando un po’ di sole o bevendo l’acqua fresca che sgorga dalla fontana vicina.

5
Piazza del Campo, Siena
4
Palazzo comunale e Torre del Mangia, Siena

Da questa angolazione si può familiarizzare con i monumenti circostanti che si affacciano sulla piazza.

Nel grandioso Palazzo Comunale in mattoni rossi e marmo bianco si trova il Museo Civico al cui interno sono conservati molti capolavori di artisti senesi.

A fianco del Palazzo si erge la Torre del Mangia, tra le più alte d’Italia e dalla cui cima si può godere di una magnifica vista della città e della campagna circostante (che purtroppo questa volta mi sono persa).
Il biglietto cumulativo per visitare entrambi i monumenti è di €13.

Dopo aver goduto della piazza da tutte le angolazioni ed esserti fermato ad immaginare le sembianze che assume la piazza durante lo spettacolo del palio, ti consiglio di perderti tra i caratteristici vicoli della città.

Attraverso questi si raggiunge il meraviglioso Duomo ovvero la Cattedrale di Santa Maria Assunta dalla particolare facciata in marmo bianco.

Non sono una appassionata di chiese ma questa è davvero meravigliosa, con la sua imponente facciata e il suntuoso interno in stile gotico. La visita ai meravigliosi pavimenti della Chiesa attira fiumi di turisti che restano senza fiato.

La chiesa è anche un museo di importanti opere d’arte, tra cui la Libreria Piccolomini affrescata dal Pinturicchio.

Ti consiglio di acquistare l’OPA SI PASS a soli 12 euro per avere accesso per tre giorni alle più belle opere di questa città, uno spaccato dell’ingegno e dell’arte italiana.

Se non sei riuscito a salire sulla Torre del Mangia o se vuoi rivedere Siena dall’alto (Con Opa Si Pass ticket) puoi salire sulla terrazza panoramica del Facciatone.

IMG_4653
Facciatone, Siena

Qui ti troverai di fronte alla più affascinante veduta della Città e della campagna toscana e avrai la possibilità di scattare foto dal miglior punto di osservazione. Ti consiglio di andare al tramonto per foto indimenticabili.

L’imperativo è armarsi di macchina fotografica e anche un po’ di pazienza data la fila!

Se vuoi continuare la visita rendendo omaggio alla santa patrona della città l’ultima tappa è la Chiesa Cateriniana di San Domenico, dall’imponente architettura, dove vi è conservata la Sacra Testa di Santa Caterina da Siena (ingresso gratuito).

San Miniato

I km che separano Pisa da Siena (130 km) non sono soltanto un tragitto da percorrere ma un percorso di scoperta di meravigliosi borghi medievali dimenticati dal tempo come San Miniato, San Gimignano e l’Abbazia di San Galgano (con la vera e poco conosciuta spada nella roccia!).

Andiamo per tappe.

Partendo da Pisa, a circa 45 minuti di auto, la prima tappa che vale una visita è l’antica San Miniato.

Il borgo è raggiungibile grazie ad un ascensore che congiunge il parcheggio che si trova ai piedi della città (dove lasciare l’auto) e la città stessa.

San Miniato è un piccolo borgo d’Italia tra le alture che dominano la piana dell’Arno e sulla sua sommità, a quasi 200 m di altezza (raggiungibile a piedi tramite una scalinata), si innalza la Torre di Federico II.

Qua sù il silenzio regna e la vista è incantevole.

San Miniato
San Miniato
san-miniato
San Miniato

Girando per il borgo ho avuto la sensazione di andare indietro nel tempo, tra cavalieri, dame e scudieri che vivevano anticamente in questo luogo.

Camminando tra vie e scalinate ci si imbatte per tutti i monumenti del borgo come Palazzo dei Vicari con accanto la Cattedrale che conserva preziose opere d’arte di diverse epoche, il Seminario con la sua facciata pittorica e il Museo Diocesano di Arte Sacra (biglietto ingresso €2.50).

Occorre un’ora per visitare l’intera cittadina ma ne vale la pena.

Una tappa obbligata è quella ai negozietti gastronomici dove poter comprare il Tartufo Bianco: San Miniato, infatti, è una delle più produttive aree ricche di tartufi d’Europa.

Il tartufo bianco che cresce nelle colline di San Miniato è il tipo più prezioso conosciuto. Se sei appassionato, durante le ultime tre settimane di novembre, qui si tiene ogni anno la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco.

Ti consiglio di assaggiarlo, è squisito!

San Gimignano

Seconda tappa del percorso, a 42 km circa da Siena, è San Gimignano, considerata città del Patrimonio Culturale e Naturale Mondiale dell’UNESCO.

Da qualunque luogo si arrivi, San Gimignano si mostra con le sue numerosi torri sulla collina, alta 334 metri.

Oggi se ne contano tredici ma si dice che nel Trecento ve ne fossero settantadue, almeno una per ogni famiglia benestante che, attraverso la costruzione di una torre, poteva così mostrare il proprio potere economico.

Le leggende si intrecciano alla storia antica di questo borgo, frequentato fin dalla preistoria.

E’ suggestivo camminare per le vie di questo antico borgo rimasto intatto nel tempo. La pietra antica, le finestrelle di legno, i lampioni in ferro battuto, le torri alte e imponenti e la piazzetta con al centro il pozzo antico mi hanno incantata e hanno stimolato a mille la mia fantasia.

Chissà come si viveva qui nel Medioevo, chissà come era ancora più affascinante questo luogo al suonare delle campane e al passar dei cavalli!

6
San Gimignano

Abbazia di San Galgano

Ma la mia tappa preferita si trova in una valle isolata tra le colline a circa mezz’ora da Siena.

In un paesino di nome Chiusdino si erge l’antica e grandiosa Abbazia cistercense (ormai sconsacrata) di San Galgano.

L’Abbazia senza tetto, che si trova a pochi passi dall’Eremo di Montesiepi dove è custodita la spada nella roccia, ha affascinato e affascina chiunque si trovi ad ammirarla.

Imponente e costruita magistralmente, evoca uno scenario da film!

3
Abbazia di San Galgano
7
Abbazia di San Galgano

Sono sempre stata affascinata dai luoghi misteriosi fin da bambina quando preferivo cavalieri e misteri alle principesse fatate.

La spada nella roccia è sempre stato uno dei miei film Disney preferiti: amavo Merlino e Anacleto e mi sono sempre chiesta se esistesse davvero e dove fosse la famosa spada nella roccia di Re Artù!

Solo da grande ho scoperto della sua esistenza: oltre a quella di Disneyland ? , la vera spada nella roccia si trova proprio qui, a pochi passi dall’Abbazia.

E’ raggiungibile in macchina o a piedi attraverso un sentiero in salita che termina nell’Eremo dove è custodita.

La leggenda narra che una notte apparve al giovane cavaliere Galgano l’Arcangelo Michele per guidarlo attraverso uno stretto ed impervio sentiero, fino alla collina di Montesiepi. Galgano interpretò questa visione come un segno del volere divino e qualche tempo dopo, infatti, avrebbe fatto di questo posto la sua dimora da eremita.

Sulla collina di Montesiepi, abbandonò la veste di cavaliere e infisse la sua spada in una roccia, in modo da farne una croce. Quella spada è ancora qui, da più di ottocento anni, come simbolo della sua una incorruttibile conversione.

2
Spada nella roccia

E Re Artù?

Si dice che il mito della ‘spada nella roccia’ sia nato in realtà proprio in Toscana, da qui esportato in Francia e poi innestato nel ciclo arturiano. Alcuni fattori rendono plausibile quest’ipotesi: sia l’Abbazia cistercense che la Cappella dedicata a Galgano sono contemporanei alla scoperta della tomba di Artù a Glastonbury.

Purtroppo nell’Eremo non è possibile incontrare né re Artùmago Merlino, ma vedere la spada conficcata da secoli nella roccia fa senza dubbio rivivere il mito e l’atmosfera.

Non pensare di provare ad estrarla come provò a fare anni fa una sorta di moderno Re Artù, rompendola all’altezza dell’elsa.

Da allora una teca protegge la spada dalla umana stupidità.

CURIOSITA’

Come è facile pensare, il suggestivo sito dell’abbazia affascina tutti ed è stato utilizzato come scenario di numerosi film di ogni genere: Nostalghia di Andrej Tarkovskij (1983), Il paziente inglese di Anthony Minghella (1996), Paolo Barca, maestro elementare, praticamente nudista con Renato Pozzetto (1975), la scena finale del film Il riposo del guerriero di Roger Vadim (1962), una scena di Sole a Catinelle di Checco Zalone.